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Compendio tesi di laurea

Il rapporto tra “coscienza d’accesso” e “coscienza fenomenica” nella scienza cognitiva

 

La coscienza è forse uno dei problemi più difficili al quale la scienza deve ancora dare una risposta. Le scienze fisiche sono ben comprese, e le scienze biologiche hanno rimosso molti degli antichi misteri che circondavano la natura della vita. Molti progressi sono stati compiuti anche nella scienza della mente. Gli studi recenti nell'ambito della scienza cognitiva e delle neuroscienze ci hanno portato ad una migliore comprensione del comportamento umano e dei processi sottostanti che lo guidano. Certo non conosciamo nei dettagli la cognizione umana ma le ricerche fanno prevedere che nuovi risultati non siano così lontani.
La coscienza, tuttavia, sembra sfuggire alle leggi fisiche, chimiche e biologiche; è qualcosa di straordinariamente familiare e indiscutibile, ma, nello stesso tempo, diviene misteriosa non appena la pensiamo sullo sfondo dell'immagine fisica del mondo.
La nostra esperienza cosciente è costituita da innumerevoli stati qualitativi, ovvero colori, odori, sapori, dolori, sensazioni tattili, cinestetiche, propriocettive; e ancora piaceri, emozioni, stati d'animo ecc. Tutte queste sensazioni sono profondamente reali e indubitabili e costituiscono la nostra vita soggettiva. Eppure non è chiaro in che rapporto la coscienza sia con la realtà che ci circonda; la realtà scoperta e illustrata dalle leggi fisiche. Negli ultimi anni è stato scritto molto sulla coscienza e questo potrebbe far pensare di un sensibile progresso nella comprensione del tema. Tuttavia, la gran parte dei lavori non tocca i problemi più spinosi relativi alla coscienza. Essi si occupano spesso di quelli che potrebbero essere chiamati i problemi periferici della coscienza. Si rimane quindi con la sensazione che il problema centrale resti enigmatico come d'altronde è sempre stato. Questo enigma, come sostiene Chalmers non deve essere fonte di scoraggiamento; esso piuttosto fa del problema della coscienza una delle più eccitanti sfide intellettuali del nostro tempo.
In questo lavoro elenco una serie di condizioni cui un’analisi ragionevolmente solida della coscienza dovrebbe attenersi; tra di esse figurano l’analisi dei limiti dell’oggetto di studio, una base teorica coerente e pertinente, e una serie di vincoli metodologici necessari al reperimento e all’analisi dei dati empirici ritenuti pertinenti. Ciò detto, in questo lavoro si prende in esame lo stato attuale della ricerca in relazione alle ultime indagini teoriche e si suggeriscono alcune vie d’azione possibili. In particolare, la proposta di questo lavoro è che il tema centrale dello studio della coscienza riguarda in primo luogo l’esperienza fenomenica e non soltanto gli aspetti funzionali della coscienza. Detto questo, la distinzione tra “coscienza d’accesso” e “coscienza fenomenica” proposta da Ned Block ha permesso l’avvio di un promettente ambito di riflessione nella scienza cognitiva. Un piccolo passo avanti nella comprensione di uno dei misteri più affascinanti della mente umana.

 

DanieleVinci
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