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Parole in successione

 

Rimasi li ad ascoltare
il rumore della sofferenza
vago risuonante
altre l’oceano
con nuovo spirito di rinuncia
tocco l’infinito
vuoto
oltre i confini
della nostra esistenza

 

Tocco le lacrime
quel che resta
dei miei pesieri
schiacciati sotto la tiepida notte
nessun grido
potrà salvarmi
e resterò li
chino
a cogliere
l’ultimo rimorso
su un asfalto duro
all’ombra di una stella

 

Aspetta che il mio corpo
sia colpito
ferito
e per mille e mille
percosse
riverso
con il viso sul cemento
sarò io poi a cedere
lo sguardo al nulla?

 

Un pensiero legato
da sentimenti nascosti
un uomo
parla in questa vecchia cantina
cose futili
parole tenere
poi uno sguardo
ed una luce che mi annebbia
sotto
il suono di una musica  popolare triste
ed un bicchiere di vino da poco sorseggiato
un relitto trasporto senza difficoltà
trovato in solitaria bellezza

 

 

Tende la mano leggera
la sua passione
capelli segnati
da una lunghezza impropria,
una bocca lieve
senza cenni di sproporzione
nei movimenti fluidi
segnalano l’abisso senza ritorno
il proseguire di una linea retta
dopo
sguardi
parole
aprono porte
da tempo impolverate

 

Mi affaccio da una finestra
sul mondo del dolore
calpestando
le storpie ideologie
soffocando il vento delle passioni
lo sguardo sconfina
nel mare del delirio,
in una schizofrenia frenetica
trovo false verità
semplicemente vivendo

 

Daranno umilmente
le loro ultime smorfie
i nostri corpi
scolpiranno l’ultimo pensiero
deridendo la grande giostra
ricordando il vuoto che ci circonda
come se fosse pieno
pieno di nulla
la nostra unica verità

 

DanieleVinci
scrivimi: danielevinci@gmail.com